

Raigōon dōjō
Jūjutsu - Koden Hyōhō - Ninpō Bujutsu
JŪJUTSU

La parola Jūjutsu significa letteralmente arte pratica 術 [-jutsu] della flessibilità 柔 [jū-]. Questo termine in passato è stato utilizzato con diverse accezioni per indicare un modo di utilizzare il corpo in combattimento che, padroneggiando la mobilità della struttura fisica, consentisse di sopraffare anche l'avversario fisicamente più grande e più forte. Successivamente fu utilizzato per definire, all'interno di diversi stili tradizionali, quella parte del bagaglio tecnico relativo al combattimento a distanza ravvicinata, che prevedesse, oltre ai colpi (o il maneggio di armi leggere), anche lo studio di proiezioni, tecniche di rottura, soffocamenti e tecniche di controllo e immobilizzazione. In tempi recenti, dopo la diffusione e il successo delle Arti Marziali moderne si sono sviluppati anche diversi stili moderni di Jūjutsu, ispirati ad una o all'altra tradizione, tramite un processo di strutturazione e semplificazione sono stati proposti come sistemi a sé stanti e alcuni di essi prevedono anche la competizione sportiva.

TSUKIOKA YOSHITOSHI, Tomoe Gozen sconfigge Uchida Saburou, 1865


TSUKIOKA YOSHITOSHI, Sassa Norimasa, 1867
Il Jūjutsu che proponiamo in questa sede comprende lo studio dello stile Asayama Ichiden-ryū della linea di trasmissione Chōshūden e degli stili Shinden Fudō-ryū, Kotō-ryū, Gyokko-ryū, Kukishinden-ryū, Togakure-ryū e Takagi Yōshin-ryū trasmessi all'interno dell'organizzazione Bujinkan, sulla base degli insegnamenti di Takamatsu Toshitsugu. L'apprendimento delle tecniche e dei principii del combattimento a mani nude è affiancato dallo studio delle armi incluse nelle suddette tradizioni: armi da taglio, bastoni di varia misura, armi da lancio e armi non convenzionali.